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Come poter raccontare i nostri viaggi con gli amici a quattro zampe?!
Forse “viaggi della speranza”?

Noi volontari partiamo da Torino il venerdì pomeriggio per imbarcarci la sera, da Genova destinazione Porto Torres. Una volta arrivati in Sardegna ci fiondiamo in canile e passiamo la giornata a conoscere i nuovi arrivi e a coccolare le vecchie conoscenze. Un pranzo veloce con gli amici sardi e poi si riparte! Puntualmente all’ultimo minuto succede qualche imprevisto, momenti dipanico e nervosismo,ma quasi sempre l’ostacolo è superato!I problemi veri iniziano con il trasporto dei pelosetti in auto… Qualcuno proprio non ci vuole salire, qualcun’altro invece trema di paura e qualcun’altro ancora si fa la pipì addosso dall’emozione.

I viaggi più commoventi sono quelli dei cani adulti, che hanno passato anni e anni rinchiusi nei box.

Sono i pelosi più fifoni e più “difficili” da trasportare, ma sono quelli che ci riempono il cuore di gioia e gli occhi di lacrime. Spesso non sono più usciti dal rifugio dal giorno in cui vi sono entrati, non sanno cosa siano collari e guinzagli…e quando arriva il momento di uscire dal canile per andare a prendere la nave sono terrorizzati! Spesso si “tetanizzano” o, peggio, tentano la fuga in preda al panico. Senza contare che le scale della nave sono orrendi mostri che non si riescono ad affrontare…così è gioco forza prenderli in braccio per tutto il tragitto…e pesano!

Una volta imbarcati ci aspettano dieci lunghe ore di viaggio. Si susseguono sms e telefonate con chi è rimasto in Sardegna e chi ci aspetta in continente per “sapere come va”. L’ansia è sempre tanta per tutti.

La notte passa mentre qualcuno guaisce, qualcuno miagola, qualcuno è troppo eccitato per star fermo, qualcuno fa pipì e/o cacca e qualcuno (fortunatamente) decide di dormire … noi umani ci accucciamo vicino, li rassicuriamo, li puliamo per quanto sia possibile e – soprattutto – aspettiamo che le ore passino in fretta: avvolti nei sacchi a pelo puzziamo orrendamente di canile.

Durante la notte, a turno, portiamo a sgambare sul ponte i nostri amici. I più grandi che invece sono stati sistemati nel canile della nave vengono visitati di tanto in tanto per controllare che vada tutto bene.

Quando finalmente arrivano le 6:30 del mattino ci si prepara pian piano allo sbarco. Come all’andata, il momento più difficile è il raggiungimento della macchina. Oltre al dramma delle scale, c’è il problema dei trasportini che (in estate) non passano tra le auto parcheggiate come sardine… Se siamo fortunati troviamo qualche uomo muscoloso che ci aiuta a sollevarli sopra la testa a e farli passare tra le auto fino alla nostra, altrimenti… beh, è proprio un casino! Per gli amici che “camminano da soli” c’è invece il panico da rumore assordante: motori che rombano, gente che grida, portelloni che sbattono…

Usciti finalmente dalla nave senza averne perso neanche uno, al parcheggio della stazione marittima ci aspettano altri volontari (i pelosi son sempre tanti, ma per risparmiare un’auto soltanto fa il viaggio in traghetto) e alle volte qualche adottante: i controlli preaffido sono già stati fatti e i moduli d’adozione compilati.

E’ il momento più bello del viaggio, quello che ci fa dimenticare tutta la stanchezza e le paure accumulate! Ci sono baci, abbracci, leccatine, qualche pianto di emozione e tante coccole…

Poi si riparte per Torino: altre famiglie che ci aspettano e altri amici da lasciare. A volte capita che dobbiamo portare qualcuno in rifugio ad Alpignano… è molto triste perchè dopo il viaggione che si sono fatti si meriterebbero davvero subito una casa e una famiglia.

Andiamo via col magone, loro ci guardano sgomenti e spaesati…ma, per consolarci, l’esperienza di tanti viaggi ci insegna che entro breve qualcuno si innamorerà sicuramente anche di loro!